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AL MATTINO

Posted by admin on gen 22, 2010 in NARRATIVA E POESIA

Al mattino
La nebbia arriva
E avvolge ogni cosa
Io cammino verso scuola
E mi rinfresca la faccia
Così io voglio sentirmi bene

Riccardo Scravaglieri

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L’ALBERO DI GOETHE

Posted by admin on gen 22, 2010 in NARRATIVA E POESIA

“Per un amico si può fare di tutto, sempre”
Questa frase, pronunciata da un ragazzo di quindici anni, mi ha fatto pensare.
Certo, potrebbe sembrare uno di quei classici patti di amicizia come “insieme per sempre” e cose simili. Se non fosse per il fatto che questi sei fanciulli stanno trascorrendo la loro adolescenza in un campo di concentramento; e lottano ogni ora, ogni giorno, per la propria sopravvivenza e per quella degli amici.
Tutti loro, se si presentasse l’occasione, sarebbero disposti a sacrificare la loro stessa vita per gli altri “compagni d’avventura”, un’avventura che nessuno vorrebbe affrontare.
Questo fatto mi fa pensare che le persone –in particolar modo i ragazzi- a causa della necessità di sopravvivere durante le difficoltà, si legano l’uno all’altro in modo probabilmente un po’ più vero che nel giardinetto verde e fiorito dell’enorme rossiccia e piena di finestroni, scuola media durante l’allegra, libera e solare ricreazione.

Pensieri di Cristina Sivieri sul romanzo “L’Albero di Goethe”

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IL BAMBINO SENZA NOME

Posted by admin on gen 22, 2010 in NARRATIVA E POESIA

Questo libro parla di un uomo chiamato Mark, che, abbandonando la terra in cui è nato, l’Australia, ha da poco iniziato la sua carriera di ricercatore a Oxford, in Inghilterra.
Suo padre, Alex, bussa alla porta del dormitorio e gli lascia una lettera con scritto di avere un enorme bisogno di sentirlo perché ha un segreto angosciante che si tiene dentro da quando era piccolo; deve raccontarglielo quanto prima: fin da quando era un ragazzo gira con una valigetta che contiene tutti i ricordi d’infanzia. Senza mai aprirla in presenza di qualcuno. Neanche davanti ai suoi figli o a sua moglie.
Solo alla fine del romanzo dopo che Alex ha raccontato un po’ per volta tutto a Mark, dopo molti viaggi in Europa, e dopo varie discussioni con sua moglie e con i figli, Alex fa vedere il contenuto della valigetta.
Dopo mesi e mesi di svariate e dolorose ricerche, con l’aiuto di altri personaggi (ritrovati dopo tantissimo tempo e che sono sfuggiti alla guerra) il padre riesce a ritrovare la sua vera identità e a capire come tutta la sua famiglia fosse stata sterminata. Perché durante la sua vita i suoi “amici” soldati gli hanno nascosto, raccontandogli bugie, la verità sul suo passato; per far si che lui non potesse tradirli, nel caso fossero stati accusati per le cose atroci commesse durante la guerra.Vi consigliamo di leggere questo romanzo emozionante e coinvolgente.

Buona lettura da Andrea Conti e Cristina Sivieri della classe 3b

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ARRIVEDERCI RAGAZZI

Posted by admin on gen 22, 2010 in NARRATIVA E POESIA

“Arrivederci, ragazzi”
Ho riflettuto su questa frase perché chi l’ha pronunciata (ovvero padre Jean, il direttore del collegio) probabilmente non vuole fare capire -anche se inutilmente- che quella sarà l’ultima volta che lui e i collegiali francesi si parleranno e che si guarderanno negli occhi. Quegli occhi lucidi a causa delle lacrime che lentamente percorrono le gote dei ragazzi, a causa dell’addio che sono “costretti” a scambiarsi.
Un addio che si porta via Jean, Negus e Dupré, tre amici la cui unica colpa è quella di essere ebrei.
E padre Jean, un uomo che ha spontaneamente aiutato questi fanciulli continuamente ed ingiustamente perseguitati.

Pensieri di Cristina Sivieri sul romanzo di Louise Malle “Arrivederci ragazzi”

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IL BAMBINO SENZA NOME

Posted by admin on gen 16, 2010 in NARRATIVA E POESIA

Questo libro parla di un uomo chiamato Mark, che, abbandonando la terra in cui è nato, l’Australia, ha da poco iniziato la sua carriera di ricercatore a Oxford, in Inghilterra.
Suo padre, Alex, bussa alla porta del dormitorio e gli lascia una lettera con scritto di avere un enorme bisogno di sentirlo perché ha un segreto angosciante che si tiene dentro da quando era piccolo; deve raccontarglielo quanto prima: fin da quando era un ragazzo gira con una valigetta che contiene tutti i ricordi d’infanzia. Senza mai aprirla in presenza di qualcuno. Neanche davanti ai suoi figli o a sua moglie.
Solo alla fine del romanzo dopo che Alex ha raccontato un po’ per volta tutto a Mark, dopo molti viaggi in Europa, e dopo varie discussioni con sua moglie e con i figli Alex fa vedere il contenuto della valigetta.
Dopo mesi e mesi di svariate e dolorose ricerche, con l’aiuto di altri personaggi (ritrovati dopo tantissimo tempo e che sono sfuggiti alla guerra) il padre riesce a ritrovare la sua vera identità e a capire come tutta la sua famiglia fosse stata sterminata. Perché durante la sua vita i suoi “amici” soldati gli hanno nascosto, raccontandogli bugie, la verità sul suo passato; per far si che lui non potesse tradirli, nel caso fossero stati accusati per le cose atroci commesse durante la guerra.
Vi consigliamo di leggere questo romanzo emozionante e coinvolgente.

Buona lettura da Andrea Conti e Cristina Sivieri della classe 3B

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ARRIVEDERCI RAGAZZI

Posted by admin on gen 16, 2010 in NARRATIVA E POESIA

Ho riflettuto su questa frase perché chi l’ha pronunciata (ovvero padre Jean, il direttore del collegio) probabilmente non vuole fare capire -anche se inutilmente- che quella sarà l’ultima volta che lui e i collegiali francesi si parleranno e che si guarderanno negli occhi. Quegli occhi lucidi a causa delle lacrime che lentamente percorrono le gote dei ragazzi, a causa dell’addio che sono “costretti” a scambiarsi.
Un addio che si porta via Jean, Negus e Dupré, tre amici la cui unica colpa è quella di essere ebrei.
E padre Jean, un uomo che ha spontaneamente aiutato questi fanciulli continuamente ed ingiustamente perseguitati./h3>

Pensieri di Cristina Sivieri sul romanzo di Louise Malle “Arrivederci ragazzi”

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UN SACCHETTO DI BIGLIE di Joseph Joffo

Posted by admin on gen 16, 2010 in NARRATIVA E POESIA

Joseph e Maurice sono due fratelli ebrei che vivono un’infanzia tormentata (1940-45) da molte peripezie, spostamenti e viaggi (alla ricerca di un posto sicuro) che provocano in loro vari cambiamenti.
All’inizio erano due bambini che non potevano sopportare di perdere il loro momento di gioco, che avevano paura di tutto.
Questo stato di cose viene modificato dalle persecuzioni razziali: possono giocare solo in pochi posti, in alcune zone.
La speranza di realizzare i loro sogni diminuisce sempre di più.
Entrano in un mondo completamente diverso, costretti a vivere come adulti col pensiero fisso di come fare per non morire, un pensiero che da piccoli non si dovrebbe avere perché nella maggior parte dei casi è un pensiero lontano.
La tristezza di non avere una casa fissa, di doverla cambiare così, da un momento all’altro, prendendo le prime cose che capitano e via, cambiando città, amici, scuola e vita.
Due fratelli che hanno trovato la forza di vivere, di continuare in un “incubo” dove un adulto si sarebbe arreso, anche se in certi momenti persiste la preoccupazione di non farcela.
A Joseph, il più piccolo, dispiaceva molto perdere gli amici che trovava nei vari paesi, lo affliggeva.
Una cosa che però li ha rassicurati è stato l’aiuto di persone gentili che li nascondevano, che falsificavano carte e documenti, la loro identità.
I cambiamenti che fanno tutte e due sono provocati dalle esperienze che vivono e che provano durante questo periodo difficile per gli ebrei.
Diventano più maturi, più coraggiosi, più attenti e furbi, più autonomi, ognuno in modo diverso.
Maurice in particolare nel non lamentarsi della minima cosa, o male (come faceva prima) riferito alle lunghe camminate che hanno fatto su strade sconosciute, mal messe, alla ricerca di speranza e tranquillità.
Mi ha colpito il modo in cui l’autore, che è uno dei protagonisti, descrive la soddisfazione dei due fratelli di essere riusciti a sopravvivere a questa realtà crudele.
Secondo me i cambiamenti o la “trasformazione” che i ragazzi hanno subito sono positivi, nonostante le cose che hanno visto, ascoltato e vissuto.

Una ragazza della 3B

 
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HAI MAI VISTO LE PAROLE VOLARE?

Posted by admin on gen 16, 2010 in NARRATIVA E POESIA

Hai mai visto le parole volare?
Come piume nei miei sogni
Disegnano pensieri di libertà.
Come ali dei miei desideri
Sfiorano il cielo e si tuffano nel mare

Hai mai visto le parole volare?

Margherita - 3B

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ANNI VERDI

Posted by admin on gen 16, 2010 in NARRATIVA E POESIA

Il romanzo è ambientato negli anni del 900, è la storia di Robert Shannon che è nato e vissuto a Dublino fino a 8 anni, rimane orfano e portato a vivere a Levenford una cittadina della Scozia presso i nonni materni.
Il suo inserimento in questa cittadina, che fino ad allora non aveva mai conosciuto, non è facile, i personaggi che la compongono sono molto diversi tra loro.
Il bisnonno è il vero punto di riferimento per il ragazzo.
Anche se lui è un bevitore e un fumatore di pipe.
Il giovane in poco tempo si dimostra uno studente perfetto, grazie al suo amato bisnonno che lo aiuta nei momenti di difficoltà e di sconforto , quando gli amici lo prendono in giro: per il suo nome, per i suoi abiti il panno verde che la nonna gli fa indossare.
Intanto Robert dopo molti litigi riesce a fare amicizia, con i nuovi ragazzi, primi amori e la passione per la natura.
Sogna di diventare uno scienziato.
I suoi il suo migliore amico fino all’età di 17 anni migliori amici sono Gavin ed Alison, Gavin sarà, poiché il suo amico lo lascerà sul lavoro dopo uno scambio ferroviario.
Alison è una ragazza superficiale, di cui Robert si innamorerà, anche se lei non contraccambia il sentimento.
La vita sembra riservargli solo grandi delusioni, dato che non riesce ad ottenere la borsa di studio di medicina.
Entra così, nel mondo del lavoro e va a fare l’operaio in una fabbrica senza successo.
All’età di 18 anni un’altra delusione lo ha travolto, cioè, la morte del suo caro bisnonno, che però gli lascia una inaspettata eredità.
Così finalmente riesce a realizzare il suo sogno: andare all’ università di Winton a studiare medicina.

Andrea Conti Micaela - 3B

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RECENSIONE DI UN LIBRO:
GUERRA IN FAMIGLIA

Posted by admin on gen 15, 2010 in NARRATIVA E POESIA

Si tratta di un fratello e una sorella che non vanno mai d’accordo. Lui è innamorato e passa il suo tempo a farsi bello, lei pensa solo allo sport e non vuole che si tocchi la sua mazza da hockey… anche se sono fratello e sorella, Megin e Greg non potrebbero essere più diversi, e tra loro non tarda a scoppiare una vera e propria guerra a base di scherzi terribili, mentre il fratello più piccolo li guarda con occhi ironici e disincantati. C’è da dubitare che i due riusciranno mai ad andare d’accordo. È una famiglia piena di umorismo.
E’ un libro che mi piace molto infatti mi capita spesso di leggerlo perché è comico come me.

Nancy Bondì

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