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Fidarsi è meglio… o no?

Posted by admin on mag 8, 2010 in SCRITTURE DELL'IO

La fiducia, secondo me, è un sentimento indispensabile nei rapporti, nelle situazioni, nella vita.
Occorre aver fiducia in se stessi, nelle persone con le quali si hanno dei contatti, in tutte le occasioni e tener conto che si tratta di un sentimento che ha sempre delle ripercussioni sia positive, sia negative. Sempre, secondo me, aver fiducia significa “affidarsi”, non solo con la ragione, ma anche con l’ animo, a chi, in quel particolare momento, dimostra un interesse nei propri confronti e con il quale avviene uno scambio certo non materiale.
Chi prova fiducia ciecamente,indistintamente, istintivamente seguendo solo il proprio impulso, è sempre coinvolto, aperto a tutto e a tutti e non teme di restare deluso quando le ripercussioni sono negative.
Chi, invece, prima di dare fiducia ragiona, inevitabilmente tende a “selezionare”, a scegliere, a valutare il grado di coinvolgimento e anche gli eventuali insuccessi.
Questa persona è, forse, meno sicura di sé e, quindi, più timorosa nel buttarsi nelle situazioni.
Io sento di essere più simile a questo secondo tipo: sono infatti piuttosto guardingo, e questo lato del carattere mi ha portato a non avere tanti amici e a provare timore nelle nuove situazioni.
Mi sento ripetere spesso da chi mi conosce bene che ho poca fiducia in me stesso e, in alcune occasioni, come il basket, lo credo anche io.
Sono infatti convinto che il mio allenatore non abbia fiducia in me e questo mio sentire mi porta ad averne sempre di meno nelle mie capacità artistiche.
Io desidero che gli altri mi diano fiducia, ma temo di non essere disposto a cambiare più di tanto per ottenerlo.
Infatti mi ritrovo a sperare che cambi parere l’ allenatore!!!

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IO COME FIGLIO… COME ALUNNO… COME COMPAGNO…

Posted by admin on apr 9, 2010 in SCRITTURE DELL'IO

Come prima cosa mi piace divertirmi e questo talvolta mi porta a non ascoltare ciò che mi dicono gli altri, so anche essere una ragazza responsabile: genitori, professori, amici e compagni hanno fiducia in me.
Se penso al rapporto con i miei genitori credo che loro vorrebbero fidarsi di più di me senza magari chiedermi se s lòa lezione, se ho fatto i compiti, se ho portato fuori la spazzatura e se ho fatto altre piccole cose che secondo loro sono fondamentali in un rapporto di fiducia.

Ho un comportamento diverso con mamma e papà, con lei c’è un rapporto più confidenziale e riesco a raccontarle le mie gioie e le mie preoccupazioni, non di rado siamo anche in conflitto perché abbiamo idee molto diverse ma, nonostante ciò, cerco di non mancarle mai di rispetto. Read more…

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IO COME FIGLIO… COME ALUNNO… COME COMPAGNO…

Posted by admin on gen 16, 2010 in SCRITTURE DELL'IO

Come prima cosa mi piace divertirmi e questo talvolta mi porta a non ascoltare ciò che mi dicono gli altri, so anche essere una ragazza responsabile: genitori, professori, amici e compagni hanno fiducia in me.
Se penso al rapporto con i miei genitori credo che loro vorrebbero fidarsi di più di me senza magari chiedermi se s lòa lezione, se ho fatto i compiti, se ho portato fuori la spazzatura e se ho fatto altre piccole cose che secondo loro sono fondamentali in un rapporto di fiducia.
Ho un comportamento diverso con mamma e papà, con lei c’è un rapporto più confidenziale e riesco a raccontarle le mie gioie e le mie preoccupazioni, non di rado siamo anche in conflitto perché abbiamo idee molto diverse ma, nonostante ciò, cerco di non mancarle mai di rispetto.
Con mio papà è diverso, dialogo meno, non perché non gli voglia bene, tutt’altro, ma perché ho più soggezione e poi siamo simili nel carattere e non abbiamo bisogno di molte parole per capirci, basta uno sguardo.
A scuola cerco di tenere sempre un comportamento corretto e anche se mi piace fare qualche chiacchiera e ridere delle battute spiritose di qualche compagno mi impongo di trattenermi e non esagerare.
L’impegno e l’attenzione che dedico durante le lezioni è molto anche se non è sempre facile e mi concedo qualche pausa di distrazione.
Ho un buon rapporto con tutti i professori anche se di alcuni temo di più il loro giudizio. Vorrei essere più utile ad alcuni compagni in difficoltà ma non credo di riuscirci perché anch’io ho bisogno di stare molto attenta.
Sono sicura però che se un giorno i professori mi affideranno un incarico di aiutare qualcuno farò di tutto per non tradire la loro fiducia.
I compagni di classe ovviamente per me non sono tutti uguali, con alcuni di loro per ora sono riuscita a stabilire un rapporto di conoscenza un po’ superficiale che si limita alla vita in classe, con altri invece sono riuscita ad approfondire di più, condividere interessi e se c’è l’occasione a incontrarmi anche oltre la scuola.

Una ragazza della 3B

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ANNI VERDI

Posted by admin on gen 16, 2010 in NARRATIVA E POESIA

Il romanzo è ambientato negli anni del 900, è la storia di Robert Shannon che è nato e vissuto a Dublino fino a 8 anni, rimane orfano e portato a vivere a Levenford una cittadina della Scozia presso i nonni materni.
Il suo inserimento in questa cittadina, che fino ad allora non aveva mai conosciuto, non è facile, i personaggi che la compongono sono molto diversi tra loro.
Il bisnonno è il vero punto di riferimento per il ragazzo.
Anche se lui è un bevitore e un fumatore di pipe.
Il giovane in poco tempo si dimostra uno studente perfetto, grazie al suo amato bisnonno che lo aiuta nei momenti di difficoltà e di sconforto , quando gli amici lo prendono in giro: per il suo nome, per i suoi abiti il panno verde che la nonna gli fa indossare.
Intanto Robert dopo molti litigi riesce a fare amicizia, con i nuovi ragazzi, primi amori e la passione per la natura.
Sogna di diventare uno scienziato.
I suoi il suo migliore amico fino all’età di 17 anni migliori amici sono Gavin ed Alison, Gavin sarà, poiché il suo amico lo lascerà sul lavoro dopo uno scambio ferroviario.
Alison è una ragazza superficiale, di cui Robert si innamorerà, anche se lei non contraccambia il sentimento.
La vita sembra riservargli solo grandi delusioni, dato che non riesce ad ottenere la borsa di studio di medicina.
Entra così, nel mondo del lavoro e va a fare l’operaio in una fabbrica senza successo.
All’età di 18 anni un’altra delusione lo ha travolto, cioè, la morte del suo caro bisnonno, che però gli lascia una inaspettata eredità.
Così finalmente riesce a realizzare il suo sogno: andare all’ università di Winton a studiare medicina.

Andrea Conti Micaela - 3B

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